taglio bordolese in italia

Il 2006, riprovato in questi giorni e ancora abbastanza facile da reperire sul mercato, è una gioia sia per lintensità stordente dei profumi che per lavvolgenza del sapore.
Leccesso di paillettes e di sfarzo stordisce?
Una volta il prestigio di Bordeaux lo faceva il mercato, adesso questi a mò di boomerang gli si ritorce contro.Ma, in tempi di magra, segnati da un ritorno alla tradizione e al terroir, Bordeaux appare in totale controtendenza.Il piano è questo: teletrasportiamo il sangiovese a Bordeaux e materializziamo in Toscana qualche migliaio di ettari di cultivar francofoni.Il San Leonardo è uno dei migliori bordolesi italiani, tipologia da non sottovalutare.Una volta vinificati i due vini sarà l'enologo a dosarli in base alle loro caratteristiche del millesimo in modo da perfezionare lassemblaggio finale.La grande fama mondiale degli Chateaux leggendari ha sicuramente contribuito ad alimentare il mito.Laltisonanza dei nomi incute timore?
Si tratta di un rosso ottenuto dal taglio ovvero assemblaggio, blend, miscela di uve tradizionalmente coltivate a Bordeaux: cabernet sauvignon e merlot in primo luogo.Il, merlot è ricco di colore e ha tannini dolci, il gusto è morbido e rotondo.Il taglio è la mescolanza di vini diversi per vitigno, per provenienze o per età. .Prendete un campione di eno-popolazione tra i 20 ed i 35 anni, siano essi addetti ai lavori o semplici appassionati.Parliamo dei pregiati Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.Vedrete senza fatica occhi illuminarsi e orecchie tendersi.Di tagli bordolesi lItalia è piena, e ne taglio media lunghezza 2018 era pienissima fino a una decina danni fa: da nord a sud, isole comprese, tutti facevano a gara a chi piantava queste varietà, che oltre ad essere relativamente semplici da coltivare danno rossi (tranne nel caso.I francesi sono i maestri indiscussi e storici del cosiddetto taglio bordolese e di questo grande vino che ha fatto la storia dellenologia mondiale sia nel commercio, sia nella qualità.Daltronde al giorno doggi lenostrippato qualunque, vive (enologicamente parlando) fra Germania e Cote de Nuits, trastullandosi nel tempo libero fra bianchi macerati sulle bucce e vini con zero-solfiti.Un tempo apprezzato e ricercato da moltissimi bevitori, il cosiddetto taglio bordolese è oggi relegato tra i vini reietti dallenofilo snob.



Tra i vitigni storici di Bordeaux, il Merlot e il Cabernet Sauvignon hanno avuto un successo così indiscusso da essere considerati il taglio per antonomasia.
Questi due vitigni hanno per secoli messo in secondo piano gli altri due vitigni rossi tipici del Bordeaux che ora si stanno recuperando, il Malbec, fruttato e di veloce maturazione, e il Petit Verdot, tannico, robusto tardivo a molto speziato.
Abbiamo la soluzione: se vi turbano questi fattori ambiental-sociologici, rifugiatevi in una polverosa fattoria nei pressi di Anjou e sparatevi una fiala di grolleau per riprendere contatto con il territorio.


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