leonardo da vinci la vergine delle rocce riassunto

Vicende successive modifica modifica wikitesto Dettaglio botanico La versione londinese si trovava sicuramente a San Francesco poco prima che la chiesa venisse demolita nel 1576 ; trasportata nella sede della confraternita, vi rimase fino alla soppressione del 1785, quando venne venduta al pittore inglese Gavin.
Le figure emergono dallo sfondo scuro, con una luce diffusa tipica dello sfumato leonardesco, che crea un'atmosfera avvolgente, di "pacata Rivelazione".
In alto invece il cielo si fa cupo, quasi notturno, con l'incombere minaccioso della grotta, punteggiata da innumerevoli pianticelle.Vergine delle Rocce, autore, leonardo da Vinci, data circa.Non vennero dipinti né Dio padre, né i profeti e gli angeli "alla foggia greca".Dietro al Cristo, ecco langelo: in ginocchio, ha la stessa posa.L'origine iconografica deriva sicuramente dalla lettura di testi e vangeli apocrifi.Nel brano dedicato al ritorno dalla fuga in Egitto leggiamo che Gesù e Maria «incontrarono Giovanni Battista che già qui aveva cominciato a fare penitenza, pur non avendo alcun peccato.Un'iconografia ambigua, confrontando le due versioni della, vergine delle rocce si evince chiaramente l'iconografia ambigua della prima versione del dipinto ora Louvre, molto studiata e dibattuta dagli specialisti.La, vergine delle rocce rappresenta la Madonna, Gesù bambino, Giovanni Battista in atto di benedire il bambino e lAngelo disposti allentrata di una grotta.
Ma questo è quasi certamente riconducibile a un libro di architettura di Giovanni Antonio Amadeo 22, architetto lombardo che in diverse occasioni collaborò con Leonardo e che venne designato come "arbitro" proprio nella disputa legale che vide l'artista contrapposto alla Confraternita dell'Immacolata.
Alla seconda versione partecipò probabilmente anche Ambrogio De Predis, socio milanese di Leonardo fin dal suo tagliare un file audio con vlc primo arrivo, al quale sono di solito assegnati anche i due angeli laterali che componevano il trittico della pala d'altare, oggi pure al museo londinese.
Il paesaggio è aspro e roccioso, la luce proviene dallalto e dalle aperture sullo sfondo, la grotta, i fiori e le piante sono dettagliatamente dipinti ma sullo sfondo i colori si sfumano, diventano quasi velati.Il dettagliatissimo contratto, datato, prevedeva una composizione un po' antiquata, con la Madonna tra angeli, profeti e Dio Padre, che in un momento imprecisato venne variata dal pittore, optando per l'incontro tra Gesù e san Giovannino nel deserto, alla presenza di Maria e.L'angelo indica Giovanni Battista, messaggero della Redenzione, che si compirà attraverso il Battesimo e il sacrificio di Cristo.Il dipinto si trovava poi nel catalogo del Musée Royal nel 1830 e ai primi del XIX secolo venne effettuato il trasporto su tela dal restauratore François Toussaint Hacquin, secondo pratica allora molto frequente.National Gallery di, londra.La Madonna rincuora il piccolo san Giovanni, sul quale poggia la mano destra sulla spalla, mettendolo sotto la protezione dell'arcangelo Gabriele, che appare nella figura a destra.La seconda versione venne dipinta sotto la guida di Leonardo da Ambrogio de Predis tra il 1495 e il 1508.Indice, la prima versione, di Parigi, i confratelli dell'Immacolata Concezione di Maria di Milano commissionarono un dipinto per il loro altare nella chiesa di San Francesco Grande al giovane artista giunto da poco da Firenze, Leonardo, per il quale la pala d'altare rappresentava la prima.Se la parte in primo piano è resa in modo concreto e dettagliato, il paesaggio in lontananza si perde invece nella foschia, e le figure non appaiono più nitide e definite.In I Vangeli apocrifi, a cura di Marcello Craveri, Einaudi, 1990.




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